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Lungo il Po della mia infanzia abitavano degli stregoni, che praticavano gli stessi riti che più tardi ho scoperto in Oriente, riti magici, di propiziazione. Me li fece conoscere mia nonna, ed ebbero su di me una grande influenza. Possedevano quei poteri che in genere si dicono "paranormali", ma che in realtà tutti abbiamo. Un giorno ci ho portato Márquez, quando studiava al Centro di cinematografia di Roma: fu affascinato da quei carrozzoni, e credo che poi gli siano serviti da modello per il Melchiades di Cent'anni di solitudine.

[BIBLIOGRAFIA]


Alberto Bevilacqua
in uno scatto di Orson Welles



Vermeer,
Donna con bilancia
Mia nonna la sera usciva con una gatta sotto il braccio.
Una volta andai a spiarla e la vidi che parlava con una balconata.
Nella mia maturità inconsapevole le chiesi dove andasse e lei mi disse:
"Vado a parlare con mio marito morto, che viene a trovarmi".
Io non battei ciglio, perché i bambini non si stupiscono di niente, assimilano quello che viene detto loro e che li incanta.


[BIBLIOGRAFIA]
Dopo aver scoperto di avere quello che viene chiamato sesto senso, l'ho sviluppato fino a potenziare il mio sensitivismo. È un privilegio, ma in parte una condanna: spingere il cervello oltre i limiti è la mia sola arma di difesa, e di offesa.

[BIBLIOGRAFIA]


Non sono contro le nuove tecnologie. Sono un anarchico nel mondo delle nuove tecnologie. Credo che ci sia un legame tra le possibilità che offrono e la telepatia, la comunicazione a distanza, in cui ho sempre creduto. La comunicazione al di fuori della norma logica è sempre esistita, ma ora le nuove tecnologie la consentono.